TEATRO DELLE ARIETTE
fratelli d'Italia











un progetto di
Paola Berselli e Stefano Pasquini
con Paola Berselli, Francesca Bonarelli, Elisabetta Costantini, Maurizio Ferraresi, Massimo Giordano, Stefano Pasquini, Samantha Zanarini
regia Stefano Pasquini

TEATRO DELLE ARIETTE 1999


Da molto pensiamo ad ANTIGONE.
Ma è stato pensando a Polinice ed Eteocle, i suoi fratelli morti combattendo l'uno contro l'altro, che l'abbiamo immaginata coinvolta nella resistenza italiana.
Abbiamo studiato e riscritto la trilogia della stirpe di Edipo.
L'abbiamo vista negli anni bui dell'Europa nazista e fascista, nel culmine della Seconda Guerra Mondiale e del suo orrore assoluto.
Abbiamo incontrato anziani di Castello di Serravalle, ex partigiani, soldati, "repubblichini", deportati nei campi di concentramento tedeschi o semplici casalinghe.
Ci siamo raccontati un sacco di storie, seduti attorno a un tavolo, nelle sere d'inverno.

Il nostro lavoro è la storia di questo cammino, la scoperta di un teatro umano e civile. Abbiamo attraversato migliaia di parole.
Abbiamo cercato un senso, quel senso che dà una vibrazione profonda, uno spessore e una materia carnosa alle parole, che attraversa la ragione e limpidamente la sfonda e apre gli occhi e il cuore. Siamo tutte anime in viaggio lungo la stessa strada: Antigone e i suoi fratelli, Paola, gli attori e gli spettatori, tutti nella stessa pentola, nello stesso luogo spazio-temporale che è il teatro.
Stiamo cercando una presenza profonda, complessa e viva; stiamo cercando il plurale delle cose, delle storie, delle ragioni.

Nel 1999 lo spettacolo è stato presentato in circa quaranta repliche all'interno di manifestazioni teatrali e culturali, (Opera Prima Rovigo, Festival dei Popoli Rovigo, Casa circondariale Rovigo, Giornata d'incontro sul teatro popolare di ricerca Ravenna, Autobiografie teatrali Modena, Tracce Pieve di Cento), in scuole medie inferiori e superiori dell'Emilia Romagna, all'interno di manifestazioni pacifiste contro la guerra in Kossovo, come momento di riflessione.

"Sedute ai bordi della stanza non ci stanno più di venti persone. Davanti a loro in un fazzoletto di pochi metri si recitano storie legate alla memoria, alle radici, alla terra. In un rapporto di intimità quasi affettuosa."
Claudio Cumani - Il Resto del Carlino

"Palla al centro campo... e via! Sei attori indiavolati cominciano a giocare a pallone in un rettangolo verde di sei metri per quattro: due fanno le porte, uno l'arbitro, altri due si battono tra loro; in sottofondo una scatenata musica etnica e alcune frasi sulla guerra e la pace. È l'inizio di "Fratelli d'Italia", spettacolo di rara intensità emotiva."
M.G - Il Gazzettino di Rovigo

"L'aspetto più significativo [...] è nell'aver naturalmente dimostrato che il teatro non nasce come un'entità asettica e indipendente, svincolata dal contesto in cui viene ideato e allestito. Fare spettacoli in luogo del genere vuole dire cercare automaticamente un linguaggio, delle forme d'espressione che salgano direttamente dai colori e dagli umori della terra, del paesaggio e delle sua gente, e quei colori e quegli umori interpretino, ne colgano il legame profondo con le vicende della Storia, raccontandole a chi lì è nato e a chi viene da fuori, cercando di farsi capire da entrambi."
Renato Palazzi - Il Sole 24 ore