E RIAPPARVERO GLI ANIMALI

 

testo Catherine Zambon
traduzione e regia Paola Berselli e Stefano Pasquini
con Paola Berselli e Stefano Pasquini
produzione Teatro delle Ariette 2020
 

 

Questo spettacolo è nato in piena pandemia, nella primavera e nell'estate 2020.
Ecco come sono andate le cose.
Il Vangelo Del Mio Tempo doveva essere una produzione di Teatro di Comunità, con il coinvolgimento di più di cinquanta cittadini amatori. Dovevamo presentarlo nelle cinque piazze di Valsamoggia. Volevamo riflettere sul nostro presente confrontandoci con le parole del Vangelo secondo Matteo e con le parole pronunciate o scritte nel corso del Novecento da personalità che, per costruire un futuro migliore, più umano, a causa di quelle parole sono morte.
Ma il nostro presente ha deragliato e niente di tutto quello che avevamo immaginato è stato possibile. Impossibili i laboratori creativi con i cittadini, impossibile fare teatro in piazza senza prenotazioni e limitazioni, impossibile incontrarsi, toccarsi, abbracciarsi.
Poi il 30 aprile, Catherine Zambon, un'amica francese, scrittrice, autrice e regista teatrale, ci scrive per dirci che il 3 maggio leggerà, in remoto, un suo nuovo testo commissionato dal Salon du livre d'expression populaire et de critique sociale di Arras (Francia) sul tema "Il mondo di dopo".
Ascoltiamo quel testo in diretta sul computer, si intitola E RIAPPARVERO GLI ANIMALI. Forse non riusciamo, visto il mezzo e la lingua straniera, a capire tutto, ma sembra veramente interessante. Ce lo facciamo mandare, lo leggiamo e restiamo folgorati.
Ecco, grazie a quel testo ora possiamo parlare del nostro presente, possiamo riflettere sulla pandemia e i comportamenti che provoca e potrà provocare in futuro, possiamo provare a immaginare come potrà condizionare il nostro modo di vivere, pensare, sentire.
Il testo è ambientato in un futuro prossimo, è un monologo nel quale una donna sui settant'anni si confessa e racconta come l'umanità ha attraversato l'Epoca dei Grandi Contagi e della Riorganizzazione Faunistica e Sanitaria fino ad arrivare a quel tremendo 1 maggio...
In scena soltanto Paola Berselli di fronte a quaranta spettatori distanziati disposti a U su delle sedie di legno, come in assemblea.
È un allestimento essenziale, tutto appoggiato sulla presenza fisica e vocale di Paola e sulla straziante forza distopica e visionaria del testo.
Al termine della replica, direttamente sulla scena, Stefano Pasquini conduce un'assemblea intitolata "Il mondo di prima, il mondo di dopo" dando la parola agli spettatori, stimolando i loro racconti autobiografici sull'esperienza vissuta dall'inizio della pandemia, sul presente che stiamo vivendo e le riflessioni sul futuro che ci aspetta.