A TEATRO NELLE CASE 2006
VITE
CUOCOLO - BOSETTI
THE DIARY PROJECT








di e con
Roberta Bosetti e Renato Cuocolo


20 Aprile 2000 Melbourne
Sono finite le prove per oggi. È gia notte fonda. Invece di andare di sopra dove ci aspetta la grande camera da letto, la camera, drappeggiata di bianco, che sarà, ma non è ancora, nostra, usciamo, prendiamo la macchina e senza dirci niente guidiamo, nella notte tra le piccole case silenziose, le strade ordinate, gli scoppi luminosi dei Seven Eleven, i negozi che non chiudono mai. Arriviamo a St. Kilda, la spiaggia di Melbourne. Di fronte il mare scuro alla fine della terra, in mano il bicchiere col gin, la cameriera del chiosco sorride indaffarata dal niente dietro al bancone. Renato alza la mano indica il nord-ovest e dice: "Vedi l'Italia è lì".
Torniamo a casa che inizia ad albeggiare.


The Diary Project è stato presentato in varie città del mondo con un'anteprima a Genova (Capitale Europea della Cultura) e col debutto ufficiale all'Arts Centre di Melbourne (il più grande e importante teatro australiano) come Evento Speciale del Melbourne International Arts Festival dove è stato visto da 35400 spettatori suscitando un enorme clamore nella stampa e nelle televisioni nazionali.
Dal primo gennaio 2004 per sei mesi Cuocolo/Bosetti tengono un diario quotidiano. Quel diario è ora il punto di partenza dello spettacolo.
The Diary Project è la storia di un'ossessione della memoria e dell'inconscio che deriva dall'ostinazione ad affrontare l'esistenza attraverso la ricostruzione del passato.
Il diario è inteso come punto di partenza per innescare il meccanismo della memoria personale e collettiva.
Di conseguenza non è solo la vita che entra nel teatro ma anche il teatro che entra nella vita e la in-forma.
Nel Diary Project lo spazio domestico e personale è offerto allo sguardo estraneo dello spettatore a cui è permesso accedere a quell'intimità normalmente preclusa. Spazio della vita e spazio del teatro si sovrappongono.
The Diary Project è basato sull'utilizzo della casa privata. La casa non è una scenografia ma una trappola per la realtà.