"Una eredità senza testamento"
liberamente tratto da
"Al vento del nord. Una donna nella lotta di Liberazione"
di Laura Seghettini
di e con Laura Cleri

sabato 25 aprile 2009
Teatro delle Ariette Deposito Attrezzi
LA VITA, IL TEATRO /09

Resistenza.

A cosa ha resistito Laura Seghettini, maestra e vice-comandante di brigata nella lotta di Liberazione partigiana, Commendatore della Repubblica e autobiografa? quale è stata la sua parte in questo resistere? cosa resiste in lei? e Laura Cleri, giovane ma già affermata e brava attrice, a cosa resiste nella sua aula scolastica?

Resistiamo alla Storia? quante storie resistono – esistono e insistono nel loro esistere e resistere, più o meno sommessamente – nella Storia? forse resistiamo – ci proviamo – a questa tremenda S maiuscola?

E cosa ci condanna a morte? chi? nel nostro resistere? e chi ci salva, in modo inatteso, con un cenno nascosto della mano? chi è il nemico? chi è il compagno? la storia finalmente liberata dalla sua S maiuscola non si lascia semplificare, ci sprofonda nella complessità del reale, ci lascia interdetti al cospetto dei gesti atroci e di quelli innocenti, al cospetto dell’essere umano intero – così nobile e volgare al tempo stesso, a seconda delle circostanze - nell’ambito delle proprie scelte.

Storia come tessuto e trama di incoerenze, di convinzioni e tradimenti, di atti, soprassalti, sacrifici, infamie, speranze che la memoria inarresa tenta – a volte si illude – di raccontare o denunciare.

Nell’aula scolastica siamo stati gli alunni di noi stessi, in presenza. La maestra non ci ha lasciato scampo né respiro, l’ha raccontata tutta la storia, la geografia umana del coraggio e dell’ignominia, i passi, le fughe, le notti e le battaglie, ancora i gesti e le scelte – quelle d’ubbidienza e quelle invece d’esposta solidarietà -. Dai nostri banchi di scuola abbiamo guardato le cartine appese al muro, l’appuntarsi delle fotografie – graffette del cuore – a volo d’uccello sui luoghi della sommossa, la lavagna martirizzata da ideogrammi di gesso … tema …

Laura racconta Laura … ed è più che mai un gioco di specchi il teatro in presenza nel sole della collina – Laura Cleri recita la voce di Laura Seghettini – e non è emozione da poco viverle - l’una operosa e trafelata in scena, l’altra seria e lucida e commossa fra il pubblico – accanto.

Le donne sono lì nella loro età, in dialogo, attraverso il tempo della storia e delle storie, con tutto il loro sapere.

Tema … a cosa resiste Laura Seghettini?

La Resistenza Partigiana – le maiuscole sono democratiche in fondo, si lasciano dire – in Italia è stato l’ultimo grande colpo di coda della coscienza risorgimentale, l’ultima grande opportunità d’assomigliare a un popolo, forse. Ma già il ”Libro cuore” lascia il posto alle sterili furberie di Pinocchio, alla nevrotica assenza giustificativa collodiana. Partigiano tradito da partigiani.

Da lì in poi – e forse come sempre, e quindi anche oggi – ognuno di noi ha da scegliere se ubbidire a non importa quale struttura di potere o disubbidire e rischiare la fucilazione senza processo – è la differenza fra la morale e l’etica in fondo, nulla di nuovo nel paese dei balocchi e dei grandi fratelli non affratellanti che esplodono nei cuori dei nuovi fascismi -.

A cosa resistiamo oggi, Laura? lo chiedo perché a me piaceva e piace fare i compiti assieme e aiutare Franti, Garrone, gli altri. Chissà se anche loro ci tradiranno, chissà se davvero siamo condannati da sempre a vendere l’abbecedario e a sottrarci.

Cosa resiste in lei, Signora Laura, che noi abbiamo scordato?

                                                  Giancarlo Sissa