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Il problema principale che ci siamo posti progettando
questo libro è stato quello di come trascrivere uno spettacolo che vive
di molti elementi, parole e azioni ma anche relazioni sottili fra
attori-cuochi-camerieri e spettatori commensali.
Abbiamo scelto di seguire varie strade, ognuna parziale, ognuna un punto
di vista. Ci sono quelli di spettatori particolari, i critici, che
raccontano lo spettacolo, in forme differenti (recensione, lettera agli
attori, breve saggio di contestualizzazione, cronaca eccetera). Troviamo
le parole scritte e dette da Stefano, Paola e Maurizio, non il 'testo',
ma uno dei testi verbali possibili di un organismo che vive di
improvvisazioni e di rapporti con chi sta a tavola, una traccia delle
parole pronunciata piuttosto ampia e una molto, molto più scarna delle
azioni. Abbiamo poi affidato al racconto degli autori-attori il compito
di ricostruire la tensione dello spettacolo e la sequenza degli atti
necessari e delle intenzioni poetiche; infine ho provato a ripercorrere
con loro, in un'intervista, il cammino lungo e accidentato che porta dal
desiderio di teatro alla disillusione fino alla nascita di una compagnia
e dello spettacolo, un percorso segnato dalla caparbietà artigianale di
trovare una propria via, di inventare un orizzonte a un bisogno.
Un altro racconto è formato dalle foto, che ci dà ancora l'illusione di
arrivare un po' più vicino all'avvenimento, dalle testimonianze di
alcuni spettatori-artisti che hanno disegnato momenti di Teatro da
mangiare? o hanno lasciato correre la matita in contrappunto alle
emozioni dello spettacolo, e dalle mail e dai pensieri di altri
spettatori più 'comuni', che hanno voluto comunque continuare un
dialogo.
In assenza dell'oggetto, crediamo, solo la molteplicità delle
prospettive possa aiutare il lettore nell'opera di memoria o di
evocazione di quell'oggetto tanto concreto e tanto sfuggente che è uno
spettacolo come questo.
Chiudo con i ringraziamenti: alle Ariette, innanzitutto, per il loro
lavoro e per la pazienza e la precisione nella ricostruzione; a
fotografi, disegnatori, spettatori, critici (in particolare Oliviero
Ponte di Pino Roberto Canziani) per i loro contributi.
A Elisa Fontana
per la trascrizione delle bobine delle interviste.
A Rita per l'aiuto,
come sempre acuto e prezioso.
M.M. |