di Paola Berselli e Stefano Pasquini
da "il dolore" di Marguerite Duras
con il lavoro di Paola Berselli, Maurizio Ferraresi,
Gregorio Fiorentini, Stefano Pasquini, Claudio Ponzana
TEATRO DELLE ARIETTE - 2005
 


 

 

Ci siamo accorti che già da tempo, senza saperlo, stavamo lavorando a questo progetto.

Almeno dai tempi del nostro “PRIMA DI PASOLINI evento naturale”, costruito sull’assenza degli attori e del teatro. Non più il pieno, non più il fare, in un procedimento di sottrazione, cercando le ossa del mondo, il dentro, il sotto, la luce delle cose.

Così oggi stiamo lavorando su un materiale che abbiamo incontrato nel 1997. Questo materiale, “Il dolore” di M. Duras, ci è stato indirettamente e inconsapevolmente suggerito da un carissimo e vecchio amico, Gino Venturi e dalla infinita catena di assenze provocata dalla sua deportazione nei campi

di concentramento dal ‘43 al ’45, da dove in una lettera scriveva alla moglie: “Se mi vedessi non mi riconosceresti”.

 

Stavamo lavorando, io e mio marito, a una riscrittura di Antigone nella seconda guerra mondiale.
In libreria ho notato un libro di Marguerite Duras, una raccolta di racconti: “Il dolore”. Questo titolo, la foto di copertina, gli anni in cui era stato scritto, mi hanno colpita.
Ho comprato il libro.
Ho letto “Il dolore” in poche ore e ho pianto.
L’ho riletto e ho provato dolore per quel dolore, ho provato dolore per quell’amore.
Ho pensato a mio marito, all’abbandono, al sacrificio.
Ho provato rabbia per me, per l’uomo, per la storia.
E ho deciso di leggere ancora “Il dolore”.


Paola Berselli


 

 “Il dolore” é un diario, una traccia fedele della vita della Duras a Parigi tra il ’44 e il ’45, quando militava nei ranghi della Resistenza in attesa del ritorno del marito deportato.

Ho ritrovato questo Diario in due quaderni negli armadi blu di Neauphle-le-Chateau.
Non ricordo di averlo scritto.

So che è opera mia, sono stata io a scriverlo, riconosco la calligrafia e i particolari del racconto, rivedo il luogo, la stazione d’Orsay, gli spostamenti, ma non mi vedo nell’atto di scrivere questo Diario. Quando posso averlo scritto, in che anno, a che ora del giorno, in quale casa?
Non lo so più.

Marguerite Duras

 

"L'assente" è stato presentato in molte stagioni teatrali e festival tra i quali ricordiamo: Festival Volterrateatro (Volterra), Teatro Asioli (Correggio).

 

DICONO DI NOI

 

"Per il Teatro delle Ariette, anche per motivi personali, biografici, questo è il tempo della elaborazione di un lutto. Così, dopo estate. fine a Santarcangelo, con il «progetto sperimentale» L'assente a Volterra le Ariette segnano un'altra tappa del loro cordoglio. Anche qui con un radicale ribaltamento, quello della formula cibo-teatro che li ha portati al successo... La voce fuori campo di Paola Berselli (è anche all'assenza degli attori e in fondo dello spettacolo, al culmine di un processo di progressiva sottrazione, che si riferisce in titolo della performance) ripercorre Il dolore di Marguerite Duras, ovvero il racconto del terribile ritorno del suo uomo, Robert Anthelme, dai campi di sterminio."
Oliviero Ponte di Pino - www.ateatro.it